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Acne e grassi buoni: cosa dice la scienza

2 min
Articolo pubblicato
1 Agosto 2025
Tempo di lettura
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L’acne è malattia infiammatoria cronica della pelle, causata da una combinazione complessa di fattori genetici, immunitari, ambientali e anche legati all’alimentazione. Alla base ci sono meccanismi noti: un’eccessiva produzione di sebo, l’ispessimento dei follicoli e dei dotti sebacei, la proliferazione di microrganismi e alcune reazioni immunitarie che alimentano l’infiammazione.

Negli ultimi anni, sempre più studi scientifici si concentrano sulla ricerca del legame tra dieta, metabolismo e salute della pelle, analizzando in particolare il ruolo degli acidi grassi insaturi noti come grassi buoni: omega-3, omega-6, omega-7 e omega-9. Ciascuno di essi svolge funzioni specifiche e devono essere assunti con l’alimentazione perché non sono prodotti dal nostro organismo.

Uno studio pubblicato sull’European Journal of Nutrition ha evidenziato la complessa relazione tra acidi grassi insaturi e acne, dagli effetti terapeutici clinici ai meccanismi di regolazione genetica sottostanti, per chiarirne il ruolo nella patogenesi. In particolare, il DGLA (un omega-6) è risultato associato a un rischio maggiore di sviluppare acne, mentre l’acido arachidonico (sempre un omega-6) e l’EPA (un omega-3) sono emersi come fattori protettivi.

Questa ricerca offre nuove speranze: capire meglio come i grassi buoni influenzano l’infiammazione cutanea può aprire la strada a strategie nutrizionali mirate o persino a trattamenti personalizzati. La terapia personalizzata è anche l’approccio adottato dagli specialisti della Pinto Medical per il trattamento di ogni inestetismo cutaneo e patologia, come l’acne.


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